La
Biblioteca "P. Candido Donatelli"
è l'ultima nata tra le biblioteche
giuliesi. Voluta fortemente da P. Serafino
Colangeli, già Padre guardiano del
Convento dei PP. Cappuccini, la biblioteca,
ubicata in un'ala del complesso conventuale,
è stata inaugurata nel 1995 ed affidata
alla direzione dello storico dott. Sandro
Galantini. Estesa su oltre 150 metri quadrati
di superficie e realizzata facendo ricorso
a criteri avanzatissimi sotto il profilo
progettuale, dispone di spazi ampi ed accoglienti,
e possiede attualmente circa 16 mila tra
volumi ed opuscoli. Oltre al "Fondo
Antico", nel quale sono presenti testi
antichi, rari e di pregio non escluse alcune
pregevoli cinquecentine ed altri volumi
dal Sei all'Ottocento, la biblioteca "Donatelli"
dispone di due specializzazioni, rispettivamente
dedicate all'Abruzzesistica ed alla Storia
dei Cappuccini.
Il Fondo Abruzzese, particolarmente nutrito
e costituito grazie alla generosa donazione
del compianto P. Candido Donatelli (1927-1994),
cui la biblioteca è stata doverosamente
intitolata, è diviso nelle seguenti
sezioni: Storia, Miscellanea, Letteratura,
Discipline Demo-Etno-Antropologiche ed Arte.
Sono state inoltre create sezioni specifiche
dedicate alle quattro province abruzzesi
ed una sottosezione afferente la letteratura
dannunziana.
Completano questa specializzazione le Sezioni
ausiliarie "Umbro-Marchigiana"
ed "Apulo-Molisana" e quella dedicata
alle ex Province Napoletane.
L'altra specializzazione, l'unica presente
nella provincia di Teramo, è dedicata
alla Storia dei Cappuccini e dispone dei
testi fondamentali, in costante aggiornamento,
afferenti questa materia.
Ricche sono anche le dotazioni delle due
emeroteche specializzate, quella dedicata
all'Abruzzo e l'altra di carattere religioso.
Nel 1999, inoltre, è stato realizzato,
su iniziativa del dott. Sandro Galantini
che ne è il responsabile, il Centro
Regionale di Documentazione Storica sugli
Insediamenti Allogeni in Abruzzo (Ce.Do.S.I.A.A.),
il primo e l'unico di tutto l'Abruzzo. Il
Centro ha l'obiettivo di mettere a disposizione
degli studiosi di settore una serie di materiali
documentari relativi ai molteplici - e spesso
ancora non del tutto indagati - aspetti
legati all'immigrazione slava ed albanese
che interessò, a partire dal XV secolo,
la regione abruzzese.
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