Dopo
gli interventi patrocinati da Giosia Acquaviva
intorno alla metà del '600, la chiesa
ha subito varie trasformazioni; alcune delle
quali, dal '900, possono essere seguite
perché sono state fortunosamente
conservate alcune testimonianze fotografiche.
La prima foto è quella riportata
in questa pagina, in cui si possono notare
molti interessanti particolari:
Un'altra trasformazione
è dimostrata da quest'altra fotografia,
dove già si vede l'inglobamento totale
del Campanile da parte del vecchio ospedale.
Davanti alla Chiesa c'è un certo
spazio, non ancora molto curato, ma abbellito
da fiori campestri. Tuttavia altre trasformazioni
seguono negli anni seguenti, come si può
vedere dalle altre foto delle pagine precedenti
e seguenti che mostrano le trasformazioni
dell'interno e dell'esterno della chiesa.
L'interno della chiesa ha subito via via
modifiche profonde, fino alla trasformazione
totale della chiesa, negli anni 30/50.
La foto documenta com'era l'interno della
chiesetta prima degli interventi:
ol'altare maggiore è ornato dai due
santi protettori: san Pietro Celestino e
san Benedetto...
o la bella balaustra in ferro battuto separa
il presbiterio dal corpo della chiesa
o sono ben visibili due dei quattro altari
altari laterali dove erano esposti i quadri
del Farelli...
Con gli interventi di recupero e di valorizzazione
di tutto l'isolato del Convento e del Santuario,
è stata anche restaurata la facciata
della chiesa e riportata al nudo mattone.
A ricordo dell'anno giubilare è stato
apposto un bei mosaico, rappresentante la
glorificazione della Beata Vergine da parte
della Trinità, glorificazione da
cui nasce e si spande il suo splendore.