Più
caro, affettivamente, è il Tabernacolo
ligneo lavorato dai nostri fratelli laici
detti "maestri marangoni", cioè
falegnami ebanisti, che tra il sei settecento
costituivano quasi una scuola d'arte non
solo in Abruzzo ma in quasi tutte le regioni
d'Italia. Essi si dedicavano alla produzione
di manufatti lignei, in quanto il legno
era ritenuto materiale più adatto
allo stile di umili frati cappuccini.
Nota uno storico: i tabernacoli lignei,
lavorati da questi fratelli cappuccini
esprimono due valori:
-
la devozione
all'Eucaristia, sull'esempio e sul
mandato di san Francesco, soprattutto
secondo l'esortazione del Testamento...
-
e la
povertà, che privilegia l'uso
di materiali poveri, qual è
il legno.
Questi umili e bravi fratelli hanno
realizzato molte volte vere opere
d'arte che possono ancora ammirarsi
nelle chiese cappuccine rimaste aperte.

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Una
di esse è quest'opera di
ebanisteria sacra che potete ammirare
qui: un "tabernacolo",
cioè una piccola Casa dove
1 frati Conserva- n Tabernacolo
esposto il giorno della riconsegna.
Vano l'Eucaristia nella Chiesa.
(Sono visibili i danni arrecati,
es. rottura colonnina) .
Il tabernacolo che ammiriamo è
attribuito alla scuola di fra Michele
Simone da Petrella, uno dei capi
"marangoni" che lavorarono
molti degli altari e dei tabernacoli
delle chiese dei cappuccini in Abruzzo.
Questo nostro fratello non-sacerdote
- nato a Petrella Uri (Aq) nel 1675,
e morto all'Aquila nel 1730 - fu
prima un bravo scolaro del più famoso
fra Felice da Teramo, uno dei capo
maestri ebanisti, disegnatore ed
incisore
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degli stupendi capo altari
e tabernacoli di Chieti e di Teramo (di
cui parla anche il Palma), poi anche lui
bravissimo e famoso intagliatore. A riguardo,
nel Necrologio dei Cappuccini d'Abruzzo,
si legge che "appena diventato religioso
fu posto alla scuola dei nostri intagliatori
nella quale arte riuscì in breve valentissimo,
meritando un posto cospicuo nella stona
della provincia" religiosa. II Tabernacolo
dovrebbe essere stato realizzato negli
anni 1720-1723, assieme all'altare del
vecchio convento, situato dove ora è Casa
Maria Immacolata e in cui si possono ancora
ammirare due bellissimi porta reliquia
intagliati. Oltre a frate Michele da Petrella,
pare ci abbia lavorato anche fra Serafino
da Membro, autore con altri anche del
tabernacolo della chiesa del convento
di Campli, e Andrea da S. Donato, tutti
e due maestri della scuola dei marangoni
cappuccini d'Abruzzo.
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