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ARTE INTERNA - I QUATTRO EVANGELISTI
Dal IV secolo, l'arte cristiana è solita rappresentare gli evangelisti(i quattro autori che hanno messo in iscritto il Vangelo, ossia la "buona notizia" della vita, delle opere e dell'insegnamento di Gesù) in modo quasi generale: sono accompagnati da quattro figure - uomo, leone, toro, aquila - che diverranno nei secoli simboli stessi degli evangelisti; il profeta Ezechiele aveva visto questi quattro "animali" nella sua visione sulla riva del fiume Cobar, e l'autore dell'Apocalisse li vedeva anche attorno al trono di Dio. L'attribuzione di quel determinato simbolo è fatto in funzione dell'inizio di ogni testo evangelico:



 
MATTEO è associato al simbolo Uomo, perché comincia con la genealogia "umana" di Gesù.
INIZIO DEL VANGELO DI MATTEO
" Gesù Cristo è un discendente di Davide, il quale a sua volta è un discendente di Abramo. Ecco l'elenco degli antenati della sua famiglia: Abramo fu il padre di Isacco; Isacco di Giacobbe; Giacobbe di Giuda e dei suoi fratelli; Giuda fu il padre di Fares e Zara (loro madre fu Tamar); [...] Da Abramo e Davide ci sono quattordici generazioni, dal tempo di Davide lino all'esilio di Babilonia ce ne sono altre quattordici; infine dall'esilio di Babilonia fino Cristo ci sono ancora quattordici generazioni".



 MARCO è Associato al Leone, perché il suo libro inizia ricordando 'la voce che grida nel deserto'.
INIZIO DEL VANGELO DI MARCO
" Questo è l'inizio del vangelo, il lieto messaggio di Gesù, che è il Cristo e il Figlio di Dio. Nel libro del profeta Isaia, Dio dice: Io mando il mio messaggero davanti a te a preparare fa tua strada. E' una voce che grida nel deserto: preparate la via per iÌ Signore...".
Marco I, 1-3

LUCA è associato al Torello, perché il suo vangelo riferisce il sacrificio offerto da Zaccaria.

 
INIZIO DEL VANGELO DI LUCA
"Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote che si chiamava Zaccaria e apparteneva ali ordine sacerdotale di Abìa. [...] Un giorno Zaccaria era di turno al tempio per le manzioni sacerdotali. Secondo l'uso dei sacerdoti, quella volta a lui toccò in sorte di entrare nel Santuario del Signore per offrire l'incenso. [...] Un angelo del Signore apparve a Zaccaria ... e gli disse: Non temere Zaccaria! Dio ha ascoltato la tua preghiera ..."
Luca I, 5-13



 GIOVANNI è associato all'Aquila, perché fin dall'inizio non esita a scrutare l'intimo della divinità con l'audacia attribuita a questo volatile.
INIZIO DEL VANGELO DI GIOVANNI
" Al principio c'era colui che è la Parola. Egli era con Dio; egli era Dio. Egli era al principio con Dio. Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla. Egli era la vita, e la vita era luce per gli uomini. Quella luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.DÌO mandò un uomo: si chiamava Giovanni. Egli venne come testimone della luce perché tutti gli uomini, ascoltandolo, credessero nella luce.
Non era lui la luce: Giovanni era un testimone della luce. La luce vera, colui che illumina ogni uomo, stava per venire nel mondo. Egli era nel mondo, il mondo è stato fatto per mezzo di lui, ma il mondo non Ina riconosciuto.
E venuto nel mondo che è suo ma i suoi non l'hanno accolto. Alcuni però hanno creduto in lui: a (onesti Dio ha ratto un dono:
di diventare tigli di Dio. Non sono diventati figli di Dio per nascita naturale, per volontà di un uomo: è Dio che ha dato loro la nuova vita. Colui che è la Parola è diventato un uomo e ha vissuto in mezzo a noi uomini. Noi abbiamo contemplato il suo splendore divino. E lo splendore del Figlio unico di Dio Padre pieno di grazia e di verità!
Giovanni aveva dichiarato: "dopo di me viene uno che è più grande di me, perché esisteva già prima di me". Quando vide Gesù
gli rese testimonianza dicendo: "E di lui che io parlavo!".
La ricchezza della sua grazia si è riversata su di noi, e noi tutti l'abbiamo ricevuta. Perché Dio ha dato la sua legge per mezzo, di Mosé, ma la sua grazia e la sua verità sono venute a noi per mezzo di Gesù, il Cristo. Nessuno ha mai visto Dio: il Figlio unico di Dio, quello che è sempre vicino al Padre, ce lo ha fatto conoscere".





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