Per te …

… devoto visitatore assiduo od occasionale, che chiedi un ricordo del Santuario della Madonna dello Splendo­re, abbiamo preparato questa breve gui­da storica, artistica, devozionale.

 

In essa potrai godere visivamente quello che tanti cristiani – forse della tua famiglia – hanno fatto per testimoniare il loro amore al­la Madonna e al suo Santuario.

 

Vorremmo che tu, conservassi come un piccolo raggio dello splendore di grazia della Vergine a ricordarti che i momenti belli e dolorosi della tua vita e di quella dei tuoi cari sono sem­pre accompagnati dalla materna protezione della Ma­donna dello Splendore.

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IL SANTUARIO

La Fonte, la Via Crucis, la Sorgente, il Portico del Rosario e il Santuario

L’APPARIZIONE DELLA MADONNA DELLO SPLENDORE SECONDO LA TRADIZIONE

«Il 22 aprile 1557 piacque al Signore dare un segno della sua divina bontà col far conoscere al popolo di Giulianova la Vergine dello Splendore».
Così si legge nella prima cronaca che il padre priore dei Monaci Celestini, don Pietro Capullo, scrisse negli anni 1657-1674 e che servì come fon­te a don Niccola Palma per la sua Storia Ecclesia­stica e Civile … della città di Teramo e Diocesi Apru­tina (Teramo, 1832-1836).
«Su una collinetta, fuori le mura di Giulianova, un pio contadino, stanco per aver raccolto legna da ardere da portare nella sua casa di Cotogna, verso mezzogiorno andò a riposarsi all’ombra di un fron­doso ulivo. Bertolino – così si chiamava il contadino – ristorato dalla piacevole brezza marina che giun­geva fin lassù, stava per assopirsi quando vide tra i rami dell’albero una luce abbagliante e, al centro, la Vergine Maria

 

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La Chiesa

La struttura architettonica della nuova chiesa, realizzata – come s’è detto – tra gli anni ’37-’50 del Novecento, sviluppa una croce latina in unica navata a impianto ba­silicale romanico moderno, con soffitto a cassettoni.

La Sorgente

Chi viene dalla spiaggia, prima di arrivare alla chiesa, o chi viene dal paese prima di entrare in chiesa, scendendo a sinistra una ventina di metri, può accedere alla sorgente dell’acqua.

La Via Bertolino – Via Crucis

La Via Crucis è opera di Ubaldo Ferretti, giovane scultore marchigiano, discepolo di Pericle Fazzini, con il quale ha lavorato alla realizzazione del ‘Cristo Risorto‘ nella Sala delle udienze “Paolo VI” in Vaticano.

Il Portico del Rosario

Il nostro Santuario è già posto in un luogo splendido, come evoca il nome stesso: dello Splendore. Proprio per offrire ai fedeli un ambiente pro­pizio alla pietà e alla riflessione, i frati cappuccini non hanno mai cessato di abbellire il san­tuario per renderlo sempre più accogliente.
Da qui l’iniziativa di intervenire sull’area an­tistante la chiesa con il prolungamento di un portico che sarà impreziosito da 20 artistici mosaici , i cui disegni sono riprodotti nelle pa­gine seguenti.

 

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I Cappuccini in Italia e nel Mondo

L’Ordine dei Frati minori cappuccini – una delle tre famiglie del primo Ordine francescano, che comprende anche i Frati minori (dell’osservanza) e i Frati minori conventuali – è sorto nel 1525 e riconosciuto ufficialmente nel 1528.

 

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I Cappuccini in Abruzzo

Generalmente si tà risalire a san Francesco, che probabilmente ba vi italo più di una volta la regione, l’inizio e l’espansione del movimento da lui iniziato. In Abruzzo attecchirono tutti i tentativi di riforma dell’Ordine dei Frati Minori…

 

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I Cappuccini a Giulianova

A Giulianova i cappuccini si insediarono nel 1599, né troppo vicino né troppo lon­tano dalla città – dove ora è “Casa Maria Immacolata” – e vi rimasero fino alla sop­pressione napoleonica, lasciando il loro convento nel 1811.

 

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L’interno della Chiesa

La struttura architettonica della nuova chiesa, realizzata – come s’è detto – tra gli anni 37/50 del Novecento, sviluppa una croce latina in unica navata a impianto basilicale romanico moderno, con soffitto a cassettoni. I bracci del transetto formano due grandi cappelle con altari laterali.

 

L’altare maggiore, il tempietto della Vergine, la balaustra, gli altari laterali sono realizzati con preziosi marmi policromi, tra i quali spicca il serpentino.

 

L’aula della chiesa è pavimentata con marmo di Carrara a scacchiera color bianco e grigio ardesia, e per l’altezza di circa due metri ha le pareti bugnate in travertino liscio. L’impiantito del presbiterio riluce per l’elegante pietra di Trani.

 

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CELESTINI E CAPPUCCINI NEL SANTUARIO

Per circa due secoli e mezzo il Santuario rimase affi­dato alla cura spirituale dei Monaci Celestini che abita­vano il monastero attiguo. La soppressione “napoleoni­ca” nel 1807 costrinse i monaci a lasciarlo: solo il prio­re Ignazio Tomassetti, ospite dell’arciprete Andrea Ca­storani, assicurò il servizio del Santuario fino alla propria morte, awenuta nel 1824.
Dopo, nel 184 7, su richiesta delle autorità civili e re­ligiose, la Cappella-Santuario fu affidata ai frati cappuc­cini d’Abruzzo, i quali da allora ne hanno avuta sollecita cura. Tra l’altro costruirono subito – per il 3° centenario dell’apparizione – un bel campanile recentemente re­staurato, e progressivamente ingrandirono e abbellirono l’ambiente sacro, perché per tutti potesse essere dawe­ro luogo di esperienza materna/paterna di Dio, luogo di pace e di riconciliazione con Lui, con se stessi e con il prossimo.

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